ferrarioConcreta e semplice la sua presentazione. Un lavoratore che ha sempre mantenuto un profilo attento alla difesa dei diritti e delle condizioni delle persone. Prima lavoratori e poi pensionati.
“La mia vita lavorativa si è svolta quasi tutta alla Carlo Citterio di Besana Brianza, dove ho vissuto l’autunno caldo da delegato del Consiglio di fabbrica, svolgendo un’attività sindacale minuta ma intensa”.

Nei primi anni ’80 incontra, dopo quello milanese, il sindacato lecchese e la Cgil. In particolare la FLM prima e la Fiom Cgil poi.
“Ho vissuto intensamente l’esperienza della FLM, la Federazione Unitaria dei Lavoratori Metalmeccanici, che ho contribuito a promuovere a livello aziendale sin dal 1972. Ho creduto molto nel Sindacato unitario. Quelli sono stati anni che hanno cambiato per davvero le condizioni dei lavoratori dentro la fabbrica. Orari, professionalità, ambiente di lavoro, turni: si discuteva e si trattava su tutto, i lavoratori ci credevano e i risultati arrivavano”.

Finita con rimpianti la stagione unitaria del Sindacato dei metalmeccanici, Dante assume i primi impegni nella Cgil fuori dall’azienda.
“Purtroppo, con la rottura del rapporto unitario, sono cambiate tante cose. Ricordo le divisioni tra Cgil, Cisl e Uil legate al referendum sulla scala mobile, ricordo le tensioni anche tra i delegati sindacali e poi le scelte della Confederazione prese in seguito. Io sono sempre stato vicino alla Cgil. Anche nella nuova fabbrica di Viganò sono stato molti anni delegato aziendale. Poi dagli anni ‘90 fino alla pensione sono stato componente del direttivo provinciale per la Fiom”.

Arriva la pensione e, dopo una breve pausa, con naturalezza Dante assume incarichi e responsabilità al Sindacato dei Pensionati della sua confederazione. Si sente la propensione alla cura della organizzazione e della sua funzionalità. Come se fosse per lui la condizione indispensabile per poter poi fare la politica sindacale.
“Penso che il Direttivo della mia lega sia composto da un buon numero di pensionati; c’è sempre una buona discussione e tanti momenti in cui si approfondiscono i problemi da affrontare. Io però penso che ad una buona discussione debba seguire anche una buona azione”.